| Il Borgo |
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Le prime notizie certe su Corigliano risalgono alla fine dell’anno Mille, tra la seconda metà del X secolo e gli inizi dell’XI. Nel 1050 ha inizio la conquista normanna della Calabria. Intorno all’anno 1073 Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo, fa costruire proprio sul punto più altro della collina su cui sorge il borgo una fortezza.
La chiesa di San Pietro è eretta a collegiata (1440) e nuove fabbriche sono erette all’interno di un tessuto urbano medievale. Mentre il castello viene rifatto di sana pianta nel 1490 da Ferrante d’Aragona, i Carmelitani ingrandiscono in forme gotiche la loro chiesa (1470-1493), ed i Francescani Conventuali lasciano il Pendino spostandosi dove si trova il convento e la chiesa di Sant’Antonio (1459). Nel 1478 giunge Francesco di Paola che vi fonda un convento e fa innalzare le arcate di un acquedotto ancora in piedi. Prima della fine del Cinquecento il borgo è racchiuso dalla cerchia di mura. Nel 1501 il regno di Napoli è occupato dagli Spagnoli, inizia il Viceregno e ai Sanseverino, tornati dall’esilio viene restituita la contea. Nel 1535 passa da queste parti l’imperatore Carlo V con il suo esercito, reduci dalla vittoriosa spedizione di Tunisi contro i Turchi, ospiti di Pietro Antonio Sanseverino nel suo palazzo di San Mauro. Nel 1538 il Ciarreddino (l’ammiraglio turco Khair-ed-Din), predone dei mari, da l’assalto a Corigliano senza riuscirvi. La città acquista sicurezza e costruisce nuove chiese e conventi, quello delle Clarisse (1551), dei Cappuccini (1591), dei Fatebenefratelli (1608), dei padri Riformati (1616). Il borgo cresce e scompaiono, una dietro l’altra, le porte cittadine della Giudecca, della Riforma, del Fosso, della Scinìa, della Portella; unica a sopravvivere la porta dei Brandi. E’ alla fine anche il lungo dominio dei Sanseverino. Il 3 giugno 1616 Agostino Saluzzo, banchiere genovese che ha fatto fortuna del regno di Napoli, diventa il nuovo feudatario. Nel 1647-48 accadono le note insurrezioni popolari contro le autorità spagnole. Il giovane Agostino Saluzzo si copre di favori e di titoli. Filippo IV di Spagna lo premia e gli concede, per la sua fedeltà, il titolo di duca (1649). Nasce il Ducato di Corigliano.
Dopo anni di studi e ricerche mentre il padre carmelitano Pier Tomaso Pugliese pubblica la prima storia locale cittadina (1707), nasce la prima fabbrica per la lavorazione della radice della liquirizia (1715). L’economia ricca rinnova in forme barocche palazzi e chiese impreziositi di dipinti e altari marmorei (chiesa di Santa Maria Maggiore), cupole rivestite di maioliche policrome come neanche a Napoli si vedono (chiesa di sant’Antonio) e di argenti. Nel 1799 scoppia la rivoluzione napoletana. Antonio Toscani (1777-1799), coriglianese, si copre di gloria come Pietro Micca nella difesa del forte di Vigliena. Il cardinale Fabrizio Ruffo nel giugno dello stesso anno rimette le cose a posto ma nel 1806 arrivano in Calabria i Francesi e Corigliano brucia. Ha inizio il decennio francese. Corigliano incamera i beni di proprietà ecclesiastica e nasce il Comune. Ai Saluzzo nel 1828 subentrano i Compagna che hanno accumulano titoli di credito. Giuseppe Compagna (1780-1834), abilmente ricompone l’immenso latifondo che era stato del duca. Si diffondono gli ideali liberali e costituzionali, iniziano i moti del 1848. Al VII Convegno degli Scienziati Italiani a Napoli (1849) si sente aria di Unità ed il regno di Ferdinando II di Borbone si avvia verso il tramonto mentre nasce quello d’Italia. Finisce il secolo. La gente ha bisogno di terre che non arrivano. Molti se ne vanno in America in cerca di fortuna. Chi resta deve combattere contro le difficoltà della vita e della guerra; scoppia il primo conflitto mondiale (1915-18). Il ventennio fascista risana finalmente la piana ma un'altra guerra è alle porte. Nel secondo dopoguerra, con la Repubblica, si avvia la riforma agraria che finalmente assegna in piccoli poderi la terra a migliaia di braccianti. Un miracolo sembra compiuto; ora si può lavorare la propria terra. Corigliano diventa tra i maggiori produttori d’olio di oliva. Lo sviluppo della riforma agraria e la bonifica della pianura promuovono le coltivazioni estensive. S’impiantano in maniera diffusa gli agrumeti. E’ il boom dell’agrumicoltura e Corigliano diventa la capitale del clementine. |







Il Borgo
I normanni portano nella regione l’ordinamento feudale e nel 1192 Ruggero Sanseverino è investito da re Tancredi (1190-1194) della contea di Corigliano. Nel 1276 giungono gli ebrei che vanno ad abitare nella Giudeca, ed il borgo cresce. Nel 1299 la contea passa a Ruggero di Sangineto. Nel 1329 questi fa ricostruire a sue spese la chiesa di Santa Maria la Nova. Nel 1339 la contea ritorna ai Sanseverino mentre si consuma la lotta tra Angioini e Aragonesi che vedono il regno passare definitivamente nelle loro mani. Per il borgo è il periodo migliore.





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